Sagra in …. Società

 

Chiavenna sorse su una grande frana, staccatasi in epoca remotissima dal versante sud. I massi fermatisi sul pendio e sul piano diedero origine ai crotti. Tra gli spiragli di tali massi (“sorei”) soffia una corrente d’aria a temperatura costante, sia d’estate che d’inverno, intorno agli 8°C, risultando perciò tiepida d’inverno, fresca d’estate.Queste cavità, da non confondersi con le normali cantine, sono ottime per la conservazione e la maturazione del vino e di altri prodotti gastronomici tipici. Attorno ai “sorei” i chiavennaschi edificarono piccole costruzioni con saletta e camino dove, ancora oggi, ci si da convegno in allegre compagnie per degustare i prodotti locali. Oltre un’ottantina sono le località di crotti in Valchiavenna. Quanto a Chiavenna, la località Pratogiano, dove ogni anno si svolge la Sagra dei Crotti, esisteva già fin dagli inizi del ‘200. Nel crotto Giovanantoni di San Giovanni a Chiavenna, una scritta del 1781 dice: “Si vende vino bono e si tiene scola de umanità”. E’ centrato in pieno il motivo autentico della vita del crotto: l’humanitas dei romani, la cordialità, la serietà pur nell’allegria, il senso di sé stessi, l’equilibrio interiore, il rispetto degli altri, in un mondo a misura d’uomo, dove, per dirla come il poeta chiavennasco Giovanni Bertacchi, “Se mangia e se beef in dialet”.

(da www.sagradeicrotti.it)

 

Come tradizione da anni, i volontari della Società Operaia offrono ai visitatori della Sagra dei Crotti, giunta nel 2019 alla 60esima edizione, il proprio servizio di ristorazione. Menu curati, a partire dalla scelta dei prodotti. Ambiente rilassante e non congestionato. Il ricavato contribuisce alle spese per le attività istituzionali dell'associazione e per quelle sostenute per la ristrutturazione delle sue strutture.